LuBi OFF 2021

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Una delle novità più attese per l'edizione 2021 è la nuovissima sezione Lucca Biennale OFF! L'obiettivo è quello di creare un circuito d'arte diffusa nei vari esercizi della città, commerciali e non, anche per contribuire al rilancio economico delle attività commerciali del centro storico di Lucca, invitando il pubblico a visitare le mostre all'interno di questi esercizi. Per la Biennale si tratta di un'importante possibilità di sostegno alla città che la ospita ormai da 10 edizioni.

Per la prima volta, a lato delle mostre Outdoor e Indoor, sarà possibile visitare i negozi, ristoranti e luoghi della città di Lucca per vedere opere realizzate ad hoc dagli artisti selezionati! Quest'anno la Biennale ha scelto 30 artisti (qui la lista) provenienti da tutto il mondo, che porteranno i loro colorati lavori all'interno di altrettanti luoghi della città.

Per l'organizzazione della Biennale, la sezione OFF è una delle più grandi sfide per il 2021 ma, sicuramente, sarà un format interessante per il pubblico, i commercianti e gli artisti. La perfetta piattaforma per far vivere alla città la bellezza della paper art e per far conoscere agli artisti la città di Lucca!

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Dal 1 Agosto al 26 Settembre

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Chi? Cosa?

  • Aldo Righetti

    Aldo Righetti

    Aldo Righetti  nasce a La Spezia nel 1964, città in cui vive e lavora. Il suo percorso artistico lo ha portato a diventare un artista permanente alla Galleria Wikiarte di Bologna e a partecipare a diverse mostre ed esposizioni a livello internazionale, come la fiera Art-Expò di New York o la Fier Art Innsbruck. Anche la vittoria di diversi premi come il 20° Concorso di Arte Contemporanea indetto dalla Galleria Satura di Genova o il premio istituzionale "Trofeo Regione Liguria" affermano il completo inserimento di questo artista all'interno del panorama artistico contemporaneo italiano. A Marzo 2017 inaugura la sua prima esposizione personale "Forma Mentis", a Milano, che verrà seguita, a febbraio 2019 dalla seconda esposizione personale "Proximus".

    OPERE:

    Le opere di Aldo Righetti sono realizzate in carta e cartoncino finlandese.Le opere rappresentano l'apparente fluire di una ciclica alternanza tra esteriorità ed interiorità espressa nell'apparente dicotomia tra chiari e scuri, tra messi in piano e messi in rilievo, tende in vero a rappresentare il travaglio dell'artista nella costante ricerca della verità, la quale si afferma ad un piano superiore di conoscenza. L'artista manifesta l'intento di fissare nelle sue opere le varie tappe del proprio percorso. Ogni opera, sebbene figlia di contesti quotidiani differenti, sottende la volontà di dichiarare la frammentarietà e l'unicità di ogni aspetto del quotidiano, aspirando al contempo al ricomporre il tutto in nome di un'unità superiore.

     

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  • Alessandro Sorbera

    Alessandro Sorbera

    Alessandro Sorbera nasce in Liguria, ma si trasferisce a Lucca, dove adesso vive e lavora. Ha frequentato il Liceo Artistico di Lucca e successivamente l'Accademia delle Belle Arti di Firenze dove si è concentrato sulla grafica dell'arte. Si è specializzato poi ulteriormente in grafica all'Accademia delle Belle Arti di Urbino, studiando edizioni e illustrazioni per la grafica d'arte. A partire dal 2009 le sue opere sono state esposte in mostre nazionali e internazionali, come la "Vanity Unfair" di Londra o la "Start Point" di Firenze.

    LE OPERE:

    L 'universo di Alessandro Sorbera, ligure ed ora lucchese di adozione, è un cosmo fantastico popolato di astri che, talvolta sorridenti e sornioni oppure minacciosi e ammiccanti, fermano il loro altalenante bagliore per farsi dipingere su un foglio di carta o cartone. Questo mondo stravagante e bizzarro si lascia popolare da dinamici umani, resi nei loro minimi tratti e contorni e da "bipedi" insetti che nella loro macro-rappresentazione rivendicano una dignità ed un ruolo che la loro insignificante mole normalmente non gli riconoscerebbe. Tutte le illustrazioni, anche quelle che sembrano ad un primo esame più semplici, sono il frutto di una notevole ricerca interiore e di una composizione scenografica completamente immaginaria: saper riprodurre quanto è visibile dipingendo, richiede capacità, ma creare dal niente una scena o un soggetto necessita, oltre alla tecnica, un'emotiva genialità di chi inconsapevolmente vive per l'arte.

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  • Aurora Bresci

     

    Aurora Bresci

    Aurora Bresci nasce a Fiesole nel 1988 ma vive e studia a Firenze. Qui frequenta il Liceo Artistico e si laurea in pittura presso la classe di Adriano Bimbi all'Accademia delle Belle Arti, luogo in cui si specializza inoltre in Storia dell'Arte. Durante i suoi studi e subito successivamente ad essi, fa esperienze lavorative all'interno di musei e luoghi di sostegno sicale, dedicandosi in particolar modo ad attività didattiche e ricreative. Ciò le farà sviluppare un interesse particolare verso l'insegnamento dell'arte e il coinvolgimento dell'utente, portandola alla creazione di progetti volti alla promozione e all'espressione artistica sensoriale ed emozionale dell'utente. Attualmente vive e lavora a Livorno e si cimenta nell'esplorazione di varie tecniche artistiche, mantenendo come tema costante l'osservazione di ciò che si ritiene talvolta diverso e lontano.

    LE OPERE:

    Il fascino che l'artista Aurora Bresci prova verso le culture africane, la mitologia e il regno animale si ritrovano in ogni sua opera e costituiscono la spinta alla creazione di questo materiale artistico.

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  • Carmel Ilan

    Carmel Ilan 

    Carmel Ilan nata nel 1960 a Gerusalemme, Israele, Carmel Ilan si è laureata presso il dipartimento di Fashion Design allo Shenkar College di Tel Aviv e alla Parsons School of Design di New York rispettivamente nel 1984 e nel 1986. Ha poi lavorato come docente a Shenkar e come designer freelance, prima di fondare il proprio marchio "IKOO" dedicato a mobili per bambini. Nel 2000 ha iniziato a studiare scultura alla Basis Art School, diplomandosi nel 2004. Dopo la laurea il suo lavoro è stato esposto in dozzine di mostre e fiere in Israele e all'estero.

    LE OPERE:

    Carmel Ilan è un'artista che crea linguaggi visivi tramite l'uso di carta di scarto. E' sempre stata amante della carta e una collezionatrice accanita di libri abbandonati. Ha fatto di questa sua passione un'arte, trasformando le pagine da leggere in oggetti da vedere. Smontando le rilegature, separando le pagine, tagliandole e ripiegandole, per andarle poi a posizionare su pannelli in strisce affollate che non lasciano all'osservatore la possibilità di decifrarle, crea immagini visivamente compatte e uniformi.

         

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  • Christian Diedericks

    Christian Diedericks 

    Christian Diedericks è un artista contemporaneo, educatore e curatore a tempo pieno con una vasta esperienza nelle aree specifiche dei nuovi media, della stampa, del disegno, della progettazione grafica e del processo creativo. Vive e lavora a tempo pieno nel suo studio a Woodstock, Cape Town, Sud Africa. E' nato nel 1965 e durante la sua vita ha affrontato un importante percorso di studi: ha conseguito la laurea e il master alla Potchefstroom University (renamed University of the North West) e in seguito ha frequentato la University of Pretoria.

    OPERE:

    La sue opere del periodo recente si concentrano sulle idee e sui concetti del "metamodernismo" elaborati da teorici culturali come Timotheus Vermeulen e Robin Van Den Akker attorno al 2010. Questa corrente filosofico-artistica cerca di superare i recenti problemi nati a causa del sistema finanziario sempre più incontrollabile e della struttura geopolitica sempre più instabile e disomogenea. Oltre a prevedere un ritorno alle domande fondamentali che definiscono il nostro essere nel mondo vi è anche una ricerca del senso e della bellezza del presente. Tramite le sue creazioni l'artista ha inoltre sempre manifestato il suo interesse per il rapporto tra spettatore, artista e opera, che definisce come un testo visivo "aperto", a cui è possibile aggiungere e cambiare significato. Anche il tema del colonialismo è stato centro di sviluppo della sua produzione artistica, soprattutto in quanto legato alla sua storia personale.

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  • Cristina Musiani

    Cristina Musiani

    Cristina Musiani nasce a Bologna, dove studia Storia Orientale e Fotografia, Comunicazione e Didattica dell'Arte all'Accademia di Belle Arti. Nel 2004 si trasferisce per 2 anni a Tokyo dove lavora come promotrice di eventi culturali legati alla cultura italiana in Giappone. Dal 2006 in Italia lavora nell'editoria per FMR, la rivista d'arte di Franco Maria Ricci, studia il Metodo Bruno Munari e lavora come coordinatrice artistica presso la Collezione d'arte privata Golinelli di Bologna. Dal 2012 inizia a creare gioielli e sculture-oggetti con la carta, il nome del suo progetto creativo è "kikupaper": il Giappone nelle mani e nel cuore, la passione per Bruno Munari e l'arte la portano a studiare tecniche e lavorazioni sperimentando nuove forme e articolazioni come la piegatura della carta per gioielli e la scultura microscopica. La carta è un materiale che possiede un'anima e un'intelligenza innate che derivano dal mondo vegetale, con inesauribili possibilità di elaborazione.

    OPERE: 

    Cristina Musiani realizza per Lucca Biennale Cartasia diversi tipi di opere. "#Efferimedi 1" e "#Efferimedi 2" sono due opere da sposizione, rilievi tridimensionali creati con fogli in carta piegati in maniera tale che sembrano uscire da una cornice. Le collane "Moebius", presentate in diversi colori, sono create anch'esse tramite la piegatura della carta, come inoltre l'opera "Moebius", e con minime aggiunte in metallo, necessarie e nascoste. La linea morbida e allo stesso tempo geometrica rende l'effetto architettonico e naturale, richiamando l'idea di una fillotassi, ovvero la disposizione e la crescita geometrica nelle formazioni vegetali. Anche l'opera "Cartagora Sinuosa", il cui nome evoca un'immaginaria creatura di carta, riprende l'architettura di ispirazione vegetale delle collane in una dimensione macro. Nel mito di Didone si narra che il sovrano africano Iarba aveva concesso alla futura fondatrice di Cartagine e al popolo esule di Tiro tutta la terra che fosse possibile coprire con una pelle di bue; Didone per risolvere quest'inganno a suo favore tagliò la pelle in strisce sottilissime che legò fra loro, riuscendo così a circondare l'altura su cui doveva sorgere la città. In modo analogo la composizione di questa scultura si sviluppa partendo da strisce di carta intrecciate tra loro fino a formare volumi mobili e allungabili che coprono varie dimensioni e assumono forme sempre diverse. Le strutture sono in monocromia bianco e rosso, in omaggio al Giappone, paese ospite dell'edizione di quest'anno della Biennale.

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  • Daniela Borri

    Daniela Borri

    Daniela Borri nasce e vive a Carrara, dove collabora anche con il laboratorio "Riciclassemblarte". Circa venti anni fa da autodidatta si è avvicinata alla pittura frequentando lo studio del maestro Nino Veronica. L'ambiente culturale Carrarino, caratterizzato dalla forte presenza del marmo, materiale molto importante nella disciplina della scultura, l'ha trascinata verso quest'arte. Dopo aver imparato la tecnica della scultura su marmo dal grande maestro Usama Alnassar ha iniziato a dedicarsi anche alla scultura in cartapesta, alla quale è arrivata tramite il teatro e la costruzione di marionette

    OPERE:

    Le opere che l'artista Daniela Borri presenta alla decima edizione di Lucca Biennale Cartasia sono piccole sculture in cartapesta. Rappresentano figure umane, elaborate in maniera molto creativa e affascinante. Donne, femmine, madri, regine, bambine capricciose e matrigne invidiose. Sono figure femminili che suggeriscono un'attenzione a guardarsi dall' identificazione con modelli femminili stereotipati e celebrano una naturalezza spontanea e intelligentemente autoironica. Queste sono le donne rappresentate nelle mie cartepeste, una critica giocosa e scanzonata alla società femminile che spesso punta troppo all'esteriorità e poco alla bellezza che sta dietro ogni sfaccettatura dell'essere donna.

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  • Emanuele Tarchini

    Emanuele Tarchini

    Emanuele Tarchini nasce il 12 Novembre 1979 ad Alzano Lombardo. Originario di Almè, trascorre gli anni dell'infanzia nel paese nativo. Dal 2015 si dedica alla paper art, "l'arte della carta", imparando le tecniche come autodidatta. Sperimenta e pratica la book-sculpture (scultura dei libri), il diorama, la realizzazione di paper light-box (scatole luminose di carta), diventando un mastro sperimentatore e inventore di ogni possibilità legata all'intaglio della carta (paper cut-art). Inscindibile dalle opere cartacee realizzate, sono gli scritti poetici che le accompagnano individualmente, in cui l'artista esprime il retroscena introspettivo che dona un'anima unica a ciascuna composizione.

    OPERE: 

    "Non c'è via più sicura per evadere dal mondo che l'arte, ma non c'è legame più sicuro con esso che l'arte stessa". Quando ci si trova di fronte ad un'opera di Emanuele Tarchini, questa affermazione di Goethe trova la sua incarnazione. Alle sue opere, che nascono visibilmente dalle pagine di libri che altrimenti giacerebbero dimenticati o sarebbero destinati al macero, seguono altre sculture cartacee che prendono la forma di diorama o di light-box. Spesso queste opere nascono da una sua personale idea, da un'ispirazione fugace, da uno stimolo sensoriale che lo porta a recuperare quel materiale semplice, sottovalutato e bistrattato e trasformarlo in personaggi con un'anima che abitano luoghi fantastici.

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  • Erika Zutere

    Erika Zutere

    Erika Zutere nasce a Riga nel 1969, città in cui realizza il suo percorso di studi: dalla "Janis Rozental's Art High School" alla "Latvian Academy of Arts" in cui si specializza al dipartimento tessile. Diventa infatti membro della Latvian Textile Artist's Association e in seguito anche di IAPMA (International Association of Hand Papermakers and Paper Artists). A partire dal 1992 inizia ad esibire le sue opere in mostre nazionali e internazionali.

    OPERE:

    Le opere di Erika Zutere sono realizzate con carta, papiro vegetale e corda di lime. L'artista ha creato delle shopper bag in carta con decorazioni affascinanti che valorizzano l'oggetto stesso e lo rendono un vero e proprio oggetto d'arte.

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  • Georganne Watters

    Georganne Watters

    Georganne Watters nasce negli Stati Uniti e durante la sua infanzia si trasferisce in Giappone con la sua famiglia. Questa esperienza segna l'inizio della sua vita in continuo movimento, e sarà il punto di partenza sulle sue riflessioni riguardo la separazione, lo spostamento e la migrazione. In Giappone, con più precisione a Kobe, studia Sumi-e e Moku Hanga. Successivamente ritorna nel suo paese natale e qui consegue poi la laurea in arte alla Marylhurst University e in seguito un Master of Arts in Printmaking al San Francisco Art Institute. Dopo la fine dei suoi studi inizia ad insegnare Inglese come seconda lingua alla "American Language Academy", e nel 1999 inizia ad insegnare come professoressa di arte e arte visuale al Mt.Hood College a Gresham in Oregon, attività che pratica ancora oggi parallelamente alla produzione artistica. Le sue opere sono state esposte in molte mostre ed esposizioni internazionali.

    OPERE:

    Le opere che espone alla Lucca Biennale sono sculture "kimono" realizzate con stampe xilografiche su carta Washi, cucite poi fra loro, tutte interamente fatte mano. Rappresentando costumi emblematici della sua casa d'infanzia l'artista trova un modo per omaggiare suo padre, e l'opportunità che gli ha dato con il fantastico viaggio Giappone. l'artista li presenta inoltre come prova fisica del movimento spirituale che le nostre anime fanno quando ci lasciamo alle spalle ciò che crediamo vero per addentrarci nell'ignoto.

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  • Giovanni Zuffi

    Giovanni Zuffi

    Giovanni Zuffi nasce a milano nel 1994. Frequenta studi umanistici e a partire dal 2011 si dedica al teatro, passione che porta ancora con sé. Nel 2012 inizia a fare volontariato per associazioni rivolte all'aiuto di persone con problemi economici o disabilità, e sempre nello stesso anno inizia la sua esperienza lavorativa, che sarà molto eterogenea, ma lo porterà in contatto con ambienti museali e gallerie.

    OPERE:

    Giovanni Zuffi crea opere utilizzando materiali riciclati, spesso recuperati dalla strada o da luoghi dismessi. Recuperando un vecchio dondolo arrugginito come struttura base della vacca, unendo poi rete di metallo, cartone bagnato e colla autoprodotta, l'artista cerca di recuperare materiali di scarto ormai esausti per rimetterli in circolo e dargli nuova vita. I cartoni che compongono l'opera sono modificabili dagli spettatori e da chi vi entra in contatto. Tramite il riuso di materiali recuperati dai bidoni della spazzatura, ricoperti di cartapesta e riadattati è nato "Smernhorf". Una creatura angosciante che genera sia sgomento che curiosità, talvolta anche rabbia, dettata dalla non comprensione di chi osserva.

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  • Hongyung He

  • Hongyung He

    Hongyung He è un'artista cinese, nata nella provincia di Hu Nan. Dopo aver studiato Educazione Artistica e Pittura all'Accademia dell'Arte della Hunan Normal University ha conseguito un Master in Erte per il Design Integrato alla Anhalt University of Applied Science in Germania. E' qui, in Germania, e di preciso a Monaco che inizia la sua attività come artista indipendente, a partire dal 2008. Fra il 2009 e il 2014 fonda e lavora per l'associazione "Interkulturelles Kinder- Atelier".E' inoltre membro dell'Associazione degli Artisti a Monaco e nel Sud della Baviera (BBK), l'Associazione degli Artisti GEDK in Monaco e dell'Associazione Internazionale IAPMA.

    OPERE: 

    "Blue Illusion" è una serie di opere che l'artista Hong Yun He ha realizzato durante la pandemia. Riflettendo sulla grave crisi che la società dell'intero pianeta sta attraversando e all'aumento della vita digitale legati al Covid-19 l'artista ha trovato l'aspirazione. Dopo aver stropicciato fogli di una particolare e antica carta cinese, la carta Xuan, vi getta sopra dell'inchiostro tradizionale. Dopo che questo è stato assorbito dalle pieghe della carta l'artista ha proceduto alla colorazione con pigmenti naturali e quindi all'inquadratura. Tramite questa tecnica ha creato diverse tonalità e composizioni ognuna delle quali rappresenta un pensiero profondo e uno status psichico, fuori dal nostro controllo, che richiama il disordine virtuale.

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  • Jeannine De Raeymaecker

    Jeannine De Raeymaecker

    Jeannine De Raeymaecker nasce nel 1958 a Mechelen, in Belgio. Ha studiato arte degli arazzi ad Anversa e disegno e arte monumentale nel suo paese di nascita. In seguito ha conseguito anche un master in arte tessile, settore artistico che sarà centrale per la sua produzione artistica. Adesso insegna all'accademia delle Arti a Mechelen e nel frattempo partecipa a esposizioni e mostre nazionali e internazionali.

    OPERE:

    Dopo aver creato la polpa di carta e aver creato con essa degli anelli l'artista procede all'asciugatura e all'essiccazione. In seguito vengono poi lavorati con l'uncinetto per unirli insieme e dare forma alle catene, su cui poi verranno colati i pigmenti. Anelli o cerchi, che formano una catena, rimandano alla paura,così come al buio, anche attraverso l'uso del nero. I cerchi simboleggiano la sicurezza e la prosperità, e il nulla. In questo lavoro associo il nero anche alla ricchezza e alla forza, al desiderio. Alcuni elementi cercano di liberarsi, di fuggire, la strega porta anche al desiderio. Il ritmo e la ripetizione sono molto importanti nel mio lavoro.

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  • Kotoaki Asano

    Kotoaki Asano

    Kotoaki Asano è un artista, architetto, designer e poeta di origini giapponesi. Gli spazi che progetta includono elementi ispirati dalla sua particolare sensibilità poetica. Il suo principale obiettivo è quello di mostrare alla società la sua nuova e particolare visione del mondo. Ha partecipato a diverse esibizioni e mostre internazionali e ha ricevuto diversi premi di rilevanza mondiale come l' "ICONIC AWARD 2019".

    OPERE:

    LE OPERE:

    "Fuwa Fuwa". Questo lavoro ha come base la carta stropicciata, con diversi colori e texture, divisa in piccole unità che, a seconda di come e dove l'artista decide di comporre la sua opera possono acquistare diverse forme e dimensioni. Questo tappeto di carta stropicciata viene posizionato in sospensione nell'aria, in modo che i visitatori possano passarci sotto, contribuendo a creare un'atmosfera soft tramite il filtraggio della luce. Più che un oggetto o un lavoro questa opera è una vera e propria installazione.

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  • Kyoko Takei

    Kyoko Takei

    Kyoko Takei è un'artista di origini giapponese, che ha però studiato in USA, a New York. Qui ha frequentato la "School of Visual Art" con indirizzo di fotografia e successivamente la "National Academy School of Fine Art", con specializzazione in pittura e disegno. A partire dai primi anni 2000 ha iniziato a esporre in mostre e gallerie nazionali e internazionali e ha dato vita a spazi espositivi temporanei propri.

    OPERE:

    Mappe su carta.

    L'artista ricama direttamente le mappe usando ago e filo come uno studente in classe scarabocchia su un quaderno. Fa fluttuare l'immaginazione pensando a paesi mai visitati. Ogni paese si identifica anche con cibi locali che ne caratterizzano il viaggio e I ricordi. Chi viaggia spesso mangia velocemente in piatti di carta e usa sacchetti per acquistare cibi locali. Ricamando su questi oggetti delle mappe è il modo per pensare a questi viaggi.

     

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  • Lili Labus

    Lili Labus 

    Lili Labus è un'artista indipendente di origini ungheresi. Trovare differenti modi di intendere e ragionare sulle connessioni fra le persone, il design, l'immagine e l'ambiente è un'attività che caratterizza tutta la sua ricerca artistica. Dopo essersi laureata alla Moholy-Nagy University in Arte e Design, in Ungheria, ha imparato l'arte della carta grazie agli insegnamenti dell'artista Magdalena Sobon, che ha raggiunto in Polonia. Questa esperienza gli ha permesso di aprire un piccolo studio insieme all'artista Csenge Gyobiro.

    OPERE:

    Le opere dell'artista Lili Labus sono creazioni in carta e cotone inserite in una cornice di legno. Sono tre e vanno a comporre la collezione "BlueFiber". L'ispirazione per l'artista è nata dall'inquinamento dell'acqua. La tintura dei tessuti è il secondo più grande inquinatore dell'acqua a livello globale e occorrono circa 2.000 litri d'acqua per realizzare un tipico paio di jeans. Gli stabilimenti tessili generano un quinto dell'inquinamento idrico industriale mondiale e utilizzano 20.000 sostanze chimiche. In questa collezione l'artista ha applicato l'antica tecnica di creare la carta con una prospettiva diversa. Ha raccolto una varietà di jeans in denim (cotone) scartati e li ha trasformati in un materiale riciclato funzionale. Quindi ha tagliato i materiali e li ha intrecciati in modelli, aggiungendo legno naturale per la struttura. L'acqua pulita ha ispirato i modelli stessi. Creare tessuti da un materiale usato e – ora eccessivamente abbondante – fornisce un tessuto eco-sensibile che è estetico e pratico. E in questo caso uno così trasformato da non essere facilmente riconoscibile dalla sua origine originaria. La visione a cui aspira l'artista per il futuro è che tutto sarà riciclato e basato sul design circolare.

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  • Lilian Prebish

    Lilian Prebish

    Lilian Prebish è un'artista di origine argentina. E' laureata in arti plastiche e è specializzata in scultura. Ciò gli ha permesso di diventare una professionista nel campo dell'arte e di ricevere la cattedra come professoressa in discipline pratiche della scultura alla Facoltà delle Arti dell'Università di Tucuman, per la laurea breve in Arti Plastiche. Le sue opere sono state esposte a numerose mostre e gallerie internazionali e è stata chiamata in molti incontri artistici. Ha inoltre partecipato a numerosi spettacoli collettivi e individuali e in diverse di queste occasioni è intervenuta come giurista. Attualmente è direttrice del progetto di ricerca del Segretariato per l'Arte, la scienza e la Tecnologia dell'Università Nazionale di Tucuman, chiamato "Scultura a Tucuman". La sua attiva presenza all'interno del panorama artistico argentino e internazionale ha infatti come obiettivo quello di promuovere e proporre arte urbana all'interno di un concetto contemporaneo.

    LE OPERE:

    "La periferia del marco". Questa opera riflette sull'inclusione e l'esclusione, sull'essere dentro o fuori dalla cornice. Nella società contemporanea ci sono molti "framework" che delineano cosa è considerato importante e cosa no. L'artista tramite questa opera vuole evidenziare come ciò non sia in realtà veritiero e coerente, spesso l'importante è fuori dalla cornice, davanti, dietro, sopra e sotto. Tramite l'utilizzo di cartone e carta velina riesce a realizzare un'opera pensata per essere appesa che rappresenta alla perfezione questo concetto. "Memorias de abuela". In primo piano troviamo un oggetto che ci rimanda a un'attività quotidiana, l'appendere gli abiti ad asciugare, azione tramite la quale l'artista vuole riportare lo spettatore al lavoro delle donne e delle madri all'interno della società. Ciò vuole essere soprattutto un ritratto delle nonne e del loro agire quotidiano, plasmato dalle norme sociali molto forti e restrittive che in passato hanno condizionato pesantemente la loro vita. L'opera è realizzata con cartone e carta velina.

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  • Luca Gianotti

    Luca Gianotti

    Luca Gianotti nasce nel 1968 a Carrara, città dove attualmente vive e lavora esponendo e partecipando attivamente a mostre e esposizioni. Fondatore del laboratorio "ReciclAssemblArte" ha dedicato la maggior parte della sua attività al recupero e riutilizzo di materiali di scarto per la creazione di opere affascinanti. Uno di questi materiali è la carta, che a partire dal 2020 ha pensato di unire agli scarti del marmo, materiale caratteristico della zona in cui opera.

    OPERE:

    Le opere di Luca Giannotti sono capolavori di design in carta e cartone, con innesti in marmo. Tutti i materiali utilizzati nella creazione di questi oggetti sono stati recuperati, e dal rifiuto sono rinati sotto forma di oggetti unici.

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  • Martina Sabrina Zacchi

    Martina Sabrina Zacchi

    Martina Sabrina Zacchi oltre a essere una mamma e una casalinga è una grandissima appassionata di carta. Dopo aver lavorato come impiegata d'ufficio decide di aprire una cartoleria, spinta dalla sua passione e dalla nascente attenzione che questo materiale e la sua lavorazione dell'ambito della gioielleria stava ricevendo sui social network. Nonostante questa esperienza giunga a conclusione, Sabrina Zacchi non fa appassire il suo interesse per la carta: rivolgendosi ai materiali di scarto inizia una copiosa attività di produzione di bigiotteria in carta. Ridare vita a un materiale che altrimenti sarebbe considerato rifiuto è la spinta che motiva il suo lavoro.

    LE OPERE:

    Le opere che Marta Sabrina Zacchi espone alla decima edizione di Lucca Biennale Cartasia sono affascinanti orecchini creati tramite il riutilizzo della carta che altrimenti sarebbe considerata rifiuto. In questa serie di preziosi oggetti l'artista sperimenta anche una nuova tecnica basata sulla tessitura della carta ispirata alla tradizionale lavorazione con telaio.

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  • Massimo Messiroli

    Massimo Messiroli

    Massimo Messiroli  esperto di didattica dell'immagine, per diversi anni è stato consulente per progetti di educazione all'immagine per scuole e comuni. Nel 1991 ha iniziato a progettare pop-up e ha pubblicato i suoi primi libri per bambini utilizzando questa tecnica.

    OPERE:

    Le opere di Massimo Missiroli sono ispirate alle immagini di Gustave Dorè che illustrano la Divina Commedia. Le sei opere realizzate da Massimo Missiroli sono la tridimensionalizzazione a pop-up di altrettante illustrazioni del Gustave Dorè riguardanti la Divina Commedia. Oltre all'omaggio a questo fantastico artista Massimo Missiroli vuole celebrare Dante Alighieri e i 700 anni dalla sua morte. Fra le pubblicazioni realizzate fino ad oggi ricordiamo ad esempio "Pinocchio pop-up", per la Emme (2002), che nel 2004 gli è valsa una nomination al premio Meggendorfer; i titoli pop-up realizzati a quattro mani con Agostino Traini e progettati per DeAgostini; "Il Presepio" e "La casa dei Gatti". Per Rizzoli International ha ideato nel 2010 la pagina pop-up contenuta all'interno del libro fotografico "Kenzo". Nel giugno 2001 ha ricevuto, per il suo lavoro di paper-engineer, il prestigioso Premio Andersen assegnato dalla omonima rivista.)

     

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  • Michele Bruna

    Michele Bruna

    Michele Bruna nasce a Cuneo nel 1990. Qui frequenta il Liceo Artistico, primo passo negli studi di arte. Consegue infatti poi il diploma di I° e di II° livello in Pittura presso l'Accademia delle Belle Arti di Brera, a Milano. Sempre a Milano inizierà ad esporre i suoi lavori, che saranno protagonisti anche di altre mostre e esibizioni.

    OPERE:

    Progetto F-rammenti. La creazione dell'opera inizia con la realizzazione di fogli di carta artigianale disposti ad asciugare a contatto di tronchi di alberi di castagno. I fogli asciugati vengono quindi distaccati dalla corteccia e fissati per preservarne la forma ottenuta. Questi calchi di carta raccontano parti di un vissuto naturale irripetibile di cui sono stati essi stessi parte integrante nel momento della loro realizzazione, diventando così una sorta di corteccia della corteccia. I frammenti ottenuti assumono la caratteristica di opere in quanto calchi rappresentativi di una matrice vivente o vissuta, la loro forma finale è il calco della porzione di corteccia su cui sono asciugati; essi sono anche il simbolo del divenire infinito della materia: Il ricordo della forma che hanno preso (corteccia) e del contenuto di cui sono composti (carta), materiale che trae origine direttamente dalla pasta di legno ricavata dagli alberi

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  • Monica Mauro

    Monica Mauro

    Monica Mauro è un'artista di origini Pugliesi che si dedica in particolar modo all'uso di carta riciclata e cartapesta. Dopo aver preso la qualifica come costruttrice di figure e carri allegorici presso la Scuola Carristi di Piano frequenta un corso formativo di primo livello in tecniche analogiche e arte-terapia presso la Scuola Adleriana SAIGA di Torino. Alla cartapesta, al disegno caricaturale e alla gommapiuma inizia ad accostare lo studio dei segni e della narrazione. Ne 2004 apre poi uno studio tutto proprio "Laboratorio La Locomotiva" in cui produce e vende oggetti d'arredamento in cartapesta su commissione. Nel 2004 inizia anche a collaborare con varie scuole con cui sviluppa progetti di apprendimento della cartapesta e progetti di valorizzazione della raccolta differenziata e del riciclo rivolti a bambini dai sei anni in su.

    OPERE:

    "La Donna della Pioggia". L'opera è realizzata sia in cartapesta (utilizzando materiale cartaceo di scarto), materiale con cui sono fatti il volto e il corpo, sia carta tagliata da un vecchio libro rotto. Il personaggio rappresentato è una donna che "ascolta la pioggia" con il viso rivolto verso il cielo, a lasciarsi bagnare dalle gocce d'acqua di una pioggia estiva rinfrescante. È il raggiungimento di una pace interiore, di una leggerezza e serenità ottenute dopo tanta fatica. Uno sguardo verso il futuro e verso se stessa. Nel petto , come protetto in una piccola caverna, un cuore circondato da tante parole. Ne risaltano alcune tra cui METAMORFOSI ( la trasformazione in pace interiore dopo un percorso di crescita e fatica) e TRASPARENZA ( delle gocce di pioggia e di un'anima pulita e rasserenata)

     

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  • Nobuko Murakami

    Nobuko Murakami

    Nobuko Murakami  è un'artista di origini Giapponesi ma momentaneamente residente a Parigi, dove lavora. Giunge nella capitale francese dopo aver frequentato la Scuola di Arte Applicata di Osaka e dopo aver lavorato con Lucky &Co. a Kofu, nella creazione e nel design di gioielli. Il suo lavoro si sviluppa su una ricerca teorica riguardo sentimenti universali del macro e del microcosmo, legati soprattutto all'etnologia, all'antropologia e al folklore.

    OPERE:

    Le opere dell'artista Nobuko Murakami sono delle maschere in carta, con le quali l'artista vuole rappresentare le persone dimenticate o invisibili del nostro tempo. Oltre a una personale ammirazione verso le maschere folcloristiche che sono state riconosciute nelle civiltà di tutto il mondo, l'artista è stata ispirata da una personale esperienza che ha fatto in Sardegna, dove ha conosciuto le maschere Mamouthones e Issohadores del villaggio Mamoiada. Ciò che però l'ha spinta nella creazione vera e propria di queste opere è stata l'esperienza le Covid-19 e della perdita di suo padre a causa del virus, che gli ha stimolato la necessità di trovare un volto, un'identità alle persone che ne sono state vittime e che hanno lasciato un dolore immenso nella nostra società.

     

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  • Pierangela Orecchia

    Pierangela Orecchia 

    Pierangela Orecchia  nata a Vercelli nel 1967, esegue lavori di grandi dimensioni in tecnica mista su supporti di diverso tipo, soprattutto cartone, ed opere incisorie. La sua ricerca artistica riguarda soprattutto le luci, le atmosfere e l'umanità dell'Africa Nera, con cui ha avuto esperienze dirette durante i diversi soggiorni per volontariato nelle missioni. La scelta di dipingere e modellare il cartone di recupero, creando talvolta delle ambientazioni in 3D, dà un'indicazione precisa del sentimento che sta sotto questi lavori. Questi visi materici, a volte tatuati d'inserti xilografici introdotti dall'artista sulla superficie dipinta, questi volti giganteschi inducono chi li osserva a sentire attraverso il cartone l'asperità della terra, attraverso il colore lacrimante il sudore e a sentire, più in generale, la loro immane fatica di esistere mai disgiunta, tuttavia, da una indomita vitalità.

    OPERE:

    Paura e Desiderio, due "emozioni" che vengono innescate dal nostro "cervello antico", dall'amigdala, sede delle emozioni. La paura è un meccanismo di difesa che si attiva quando ci sentiamo in pericolo. Il desiderio conduce al raggiungimento del piacere; la soddisfazione di un bisogno ci porta a superare la paura, a raggiungere i nostri obiettivi. Ho rappresentato questo dualismo in "Ella": un volto diviso a metà. Rappresentato quasi come un totem, come a voler ricordare l'uomo primitivo, dotato di un cervello dominato dal sistema limbico, sede delle emozioni. E le stesse emozioni regolano oggi le nostre azioni. E i segni sulla pelle, come i tatuaggi, rendono visibile al mondo queste emozioni, di colore nero.Tatuaggi che dientano rossi, "ondulati", e si contrappongono alla parte sinistra del volto. Un volto, una mente che si completa solo perché le due emozioni contrapposte convivono. Che, se rimangono ben equilibrate, compensano le nostre azioni e regolano la nostra vita. Ho usato il "mio" materiale. Cartone ondulato riciclato. Recuperato da rifiuti, da imballaggi scartati. È stato il medium che molti anni fa mi ha aiutato a rappresentare i miei sentimenti verso un'esperienza di vita nelle missioni africane, che ha scatenato in me emozioni "antiche".

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  • Pierluigi Colombo

    Pierluigi Colombo

    Pierluigi Colombo nato a Milano nel 1969 ha studiato architettura alla Kunst Akademie di Copenaghen e al Politecnico di Milano dove si è laureato nel 1993. Ha collaborato come architetto nello studio BDP di Berlino nel 1994 e nel 1995. Dal 1996 svolga a Milano la professione di Architetto e Designer, occupandosi, in Europa e negli USA, in prevalenza di progetti d'Interiors, Mostre Museali, Stand fieristici e Mobili Trasformabili. Parallelamente all'attività di Architetto si dedica ad altre due grandi passioni: la Pittura e la Fotografia. Nel 2017 è stato selezionato per una sua opera fotografica al Premio Arte di Cairo Editore.

    OPERE:

    La maggior parte delle opere esposte sono realizzate utilizzando gesso e carta stese su un pannello di honeycomb. L'honeycomb è la struttura alveolare che si utilizza per realizzare I pannelli di legno in tamburato, è molto leggera e rigida allo stesso tempo ma soprattutto e facile da lavorare. Gli strati di carta e gesso stesi vengono poi asportati o squarciati per mezzo di vari strumenti (cacciavite e cutter soprattutto) in funzione dell'intensità dei toni d'ombra che voglio ottenere. Lavorando con un processo di asportazione per stati le figure aquistano profondità e mutevolezza soprattutto quando c'è poca luce. L'opera "Self portrait" è realizzato utilizzando sempre un pannello di honeycomb sul quale è stato steso a spatola del cemento. L'effetto è più materico e violento , non ci sono mezzi toni solo luce e ombra. Ho iniziato a fare ritratti perché con questa tecnica riesco ad animare in modo frammentario l'espressività di un volto concentrandomi solo sugli elementi che mi interessano, quelli che non si colgono in un volto reale.

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  • Roberta Piceno

    Roberta Picerno

    Roberta Picerno viene da Colombano, un pittoresco paesino della Basilicata, in provincia di Matera. Studia Tecnologie Alimentari all'Università degli Studi della Basilicata e coltiva molte passioni: l'arrampicata sportiva e le arti marziali si accostano alla lavorazione della carta e alla produzione artigianale di gioielli con essa. Nel 2016 Roberta capisce che questa sua passione può essere sviluppata, e diventare qualcosa di più, diventare un veicolo per la sua fantasia e per le sue idee. Riciclare la carta usandola per uno sforzo artistico è a suo avviso uno dei gesti più gentili che un essere umano può compiere nei confronti della natura, gesto che da vita a oggetti unici che rappresentano al meglio l'unione fra ciò che la natura ci offre e l'abilità dell'uomo.

    OPERE:

    Roberta Picerno crea gioielli utilizzando la carta,. Tramite diverse tecniche, tra cui il decoupage, il quilling e il marbling. L'idea su cui si basa il suo lavoro è quella di salvare la carta destinata allo scarto. In questo modo infatti la carta scartata non trova solamente nuova vita, ma acquista un maggior valore rispetto al materiale originario (Upcicling). In questo modo, l'artista riesce a far del bene all'ambiente e anche agli occhi di chi può apprezzare questi gioielli. La maggior parte del suo lavoro ruota attorno alla natura: scelta delle forme, come nel caso di Perle Rare: La perla è stato uno dei primi materiali preziosi ad essere apprezzato dall'uomo. Storicamente erano di appartenenza esclusiva di reali e aristocratici. Oggi sono diventate accessorio versatile e dettaglio di stile, ancor di più se di carta e sostenibili. Come le perle di questi gioielli. Fondamentale è anche la scelta dei colori. Possiamo notarlo in Ricordi Bucolici e in Azulejos de Papel: nel caso di Ricordi Bucolici l'obbiettivo è quello di suscitare sensazioni legate al naturale.

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  • Valérie Leydet

    Valérie Leydet

    Valérie Leydet  è un'artista visiva, che lavora per la maggior parte del tempo nel sud di Francia dove sviluppa una ricerca su cartone, carta e tessuto. Che si tratti di cartone, carta, rete metallica o tessuti riciclati, l'artista lavora con supporti universali sui quali, nonostante le loro vite passate, crea una nuova intimità, una nuova destinazione. È la riparazione che la guida: riparazione attraverso la trasfigurazione poetica. E' inoltre affascinata dall'arte aborigena, dall'arte povera e dalla raffinatezza del minimalismo giapponese. Le sue prime mostre si sono svolte a Tbilissi Art Fair (Georgia 2019), Parigi (Carrousel du Louvre 2019) e La Ciotat (2019). Ha partecipato a Paréidolie art fair a Marsiglia lo scorso settembre (2020) come artista invitato per Atelier Oxymore.

    OPERE:

    Ispirata dall'arte povera, dalla tecnica "Kintsugi" e dalle tecniche di arte aborigena, il cartone viene bruciato, cucito, dipinto e tatuato. Il cartone diventa quindi una tela, ma una tela universale che con la sua semplicità e essenzialità rappresenta per l'artista un elemento di resilienza, memoria e trasmissione. L'obiettivo di Valérie Leydet è quello di offrire a questo povero materiale un significato nuovo e un nuovo scopo tramite l'incisione fra le sue onde.

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    La X Edizione di Lucca Biennale si terrà per la prima volta in un anno dispari dal 1 agosto al 26 settembre 2021.


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    Ultima modifica ilDomenica, 12 Settembre 2021 15:38
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