Lucca Biennale Shop

  • Pubblicato in Pagine
  •  

shop

Scopri il merchandising ufficiale di Lucca Biennale!

Ti interessa uno dei prodotti in vendita? Mandaci una richiesta scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e ti ricontatteremo al più presto con maggiori informazioni su costo e spedizione.

borsaBorsa IX edizione
cartolineCartoline IX edizione

 

spilletteSpille IX edizione
t-shirtMagliette IX edizione

 

catalogo 2018Catalogo 2018
catalogo 2016-01Catalogo 2016

 

Leggi tutto...

Visita le sculture

  • Pubblicato in Pagine
  •  

visita le sculture

 

L'edizione si è conclusa, ma c'è ancora la possibilità di vedere alcune delle sculture monumentali in cartone, che hanno caratterizzato la mostra Outdoor!

Di seguito una mappa delle sculture visitabili:"Mother" di Laurence Vallières; "Hoodie" di Michael Stutz; "Pyramid of Peace" di Heike Schaefer; "Via dal recinto" di No Dump; "U.E.C. 9000" di Labadanzky; "Silent Shell, Chaotic Shell" di Eu Tazè; "Paperman" di James Lake e "Liminal Space" di Manuela Granziol.

 

mappa

Leggi tutto...

Call 2020

  • Pubblicato in Pagine
  •  

call-for-artists-min

COMING SOON 

Sei un artista o designer? Vuoi sapere come esporre le tue opere? Mostra la tua arte al mondo e partecipa al bando di Lucca Biennale.

Ad ogni edizione, Lucca Biennale apre un concorso internazionale per creare una rassegna di opere d'arte e design in carta.

Dopo l'annuncio del tema della X edizione, la Biennale presenterà tre bandi di concorso per le sezioni Outdoor, Indoor e Design.

Il bando prevede la selezione degli artisti più innovativi e affermati del mondo della Paper Art: gli artisti selezionati esporranno le proprie opere in una delle mostre di Lucca Biennale, allestite in luoghi di rilevanza storica e culturale, assistiti e guidati dai nostri curatori. Nel caso del bando Outdoor, è prevista anche una residenza d'artista: ospitiamo l'artista per la durata della realizzazione della sua opera (fino ad un mese) nel centro storico di Lucca, coprendo i costi di viaggio e alloggio, e fornendo tutti i materiali e l'assistenza tecnica necessaria per realizzare l'opera.

artisti-a-lavoro

Al momento della pubblicazione verrà fatta una comunicazione ufficiale sui canali ufficiali di Lucca Biennale.
Per restare aggiornati, vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter, e a seguire i nostri canali social Facebook e Instagram.

Leggi tutto...

Edizione 2014

  • Pubblicato in Pagine
  •  

CARTASIA
Biennale d'arte contemporanea – VII EDIZIONE
28 giugno / 2 agosto 2014

Il tema scelto per questa edizione è: Identità Liquide. Un accostamento di due parole che suona strano, ma rappresenta lo specchio della società contemporanea e degli individui che ne fanno parte. Siamo bombardati ogni giorno da informazioni che influenzano il nostro modo di pensare, di vivere e, su una scala globale, comportano delle conseguenze politiche, economiche non indifferenti. Viviamo in un secolo in cui la nostra identità è minata da un costante senso di insoddisfazione personale e incopresione di sé stessi e della realtà a noi circostanti. Ci sentiamo piccoli in un mondo grande e in perenne corsa verso lo sviluppo e il successo.

 

Leggi tutto...

Edizione 2018

  • Pubblicato in Pagine
  •  

edizione 2018

 

La IX edizione di Lucca Biennale si è svolta dal 4 agosto al 27 settembre. Il tema di questa edizione è stata “Caos e Silenzio”: caos inteso come clima di eccesso di stimoli e sovra-informazione, ma anche come creatività; e silenzio inteso come pace e chiarezza in risposta allo sviluppo caotico, ma anche come isolamento e disconnessione.

È stata l'edizione più grande della Biennale, sia per la numerosa partecipazione di artisti e visitatori, che per la gamma di eventi, opere e progetti presentati. L'edizione del 2018 ha visto la presenza di 59 opere grazie a 47 artisti presenti alle mostre Indoor (Palazzo Ducale e Mercato del Carmine), 7 sculture monumentali in altrettante piazze in occasione della mostra Outdoor, e oltre 5 mila visitatori.

La sezione Design & Architettura ha visto la realizzazione di un progetto di tende in cartone ideate da Nicolas Bertoux, e nel campo dell'architettura la costruzione di una struttura in cartone visitabile e percorribile, progettata e realizzata dal dipartimento di architettura della Tongji University.

Nel corso della Biennale, è stato dato per la prima volta spazio alle Performance: Martina Zena ha presentato “Play Human”, e Gianfranco Gentile ha portato “No People Boat” alla Biennale, entrambi con protagonisti la carta.

Ad arricchire il programma vi sono stati anche i Network Days: un'occasione di conferenze ed eventi di networking, che nel corso di due giorni hanno portato incontro e scambio tra artisti e professionisti del settore. Per i più piccoli, Lucca Biennale ha ideato una ricca offerta di laboratori creativi: gli Educational Lab, ideati per guidare i bambini alla scoperta dell'arte in carta attraverso workshop ispirati alle opere esposte.

In occasione della IX edizione, per la prima volta Lucca Biennale ha avuto un paese ospite, diventando luogo di cooperazione internazionale e creando uno spazio dedicato alla Cina, luogo di nascita della carta, scelta per inaugurare un focus che ruota intorno alla produzione della Paper Art in un determinato paese e la realizzazione di un suo progetto specifico.

Clicca sulle icone sottostanti per una visione più approfondita di ciascuna sezione.

 

outdoor

OUTDOOR

indoor

INDOOR

architettura

ARCHITETTURA & DESIGN

performance

PERFORMANCE

talk

NETWORK DAYS

edulab

EDUCATIONAL LAB

Leggi tutto...

Il Festival

  • Pubblicato in Pagine
  •  

il più grande festival

Il più grande festival di arte in carta

Lucca Biennale è tra le più importanti manifestazioni dedicate alla carta in quanto strumento di arte, design, architettura e creatività, oltre ad essere antico materiale di produzione lucchese. Unico nel suo genere, caratteristica di ogni edizione è un tema di attualità alla quale le opere si attengono, per sottolineare lo stretto legame tra arte e società, che immerge lo spettatore in una riflessione guidato dalle tecniche più innovative dell'arte in carta. Lucca Biennale presenta mostre d’arte,  progetti,  eventi,  conferenze e  laboratori. Grazie ad un concorso aperto a livello internazionale, le figure più innovative e prominenti della Paper Art animano la Biennale, mostrando le proprie opere in occasione delle mostre Indoor (al chiuso), Outdoor (all’aperto), o nelle sezioni Design & Architettura e Performance.

Oltre alle mostre artistiche, Lucca Biennale è anche luogo di confronto e crescita, tramite le conferenze dei Network Days (conferenze ed eventi di networking, per creare incontro e scambio tra artisti e professionisti del settore) e i laboratori creativi Educational Lab (laboratori creativi ideati per guidare i bambini alla scoperta dell'arte in carta, attraverso workshop ispirati alle opere esposte). Lucca Biennale ad ogni edizione presenta un paese ospite, dandogli uno spazio e una piattaforma per dare risalto alla propria tradizione e innovazione nel campo artistico della carta.

Visita adesso

L'edizione si è conclusa, ma c'è ancora la possibilità di vedere alcune delle sculture monumentali in cartone, che hanno caratterizzato la mostra Outdoor. Scopri le mostre: 8 opere monumentali in cartone si nascondono sotto alle mura di Lucca. Clicca qui per scoprire la mappa e visitarle tutte!

OUTDOOR

Sculture monumentali in cartone, realizzate durante una residenza d'artista in seguito a un bando aperto a livello internazionale. Gli artisti Outdoor sono ospitati per un mese nella città di Lucca, con completa fornitura di materiale, attrezzatura e assistenza. Le opere monumentali vengono poi installate all'aperto in luoghi chiave del centro storico di Lucca. 

 

INDOOR

Le opere d'arte in carta più attuali del panorama della Paper Art, riunite in una o più mostre nel centro storico di Lucca. Le opere sono selezionate per la loro tecnica innovativa e l'attinenza al tema dell'edizione, scelte in seguito a un bando aperto a livello internazionale.

 

ARCHITETTURA & DESIGN

Le potenzialità della carta viene esplorata tramite progetti di architettura e design. I progetti realizzati sono scelti in seguito a un bando aperto a livello internazionale.

 

PERFORMANCE

Lucca Biennale diventa palcoscenico per performance contemporanee che coinvolgono la carta. I progetti realizzati sono scelti in seguito a un bando aperto a livello internazionale.

 

NETWORK

Occasione di conferenze ed eventi di networking, nel corso di più giorni. I Network Days portano incontro e scambio tra artisti e professionisti del settore.

 

EDU LAB

Per i più piccoli, Lucca Biennale ha ideato una ricca offerta di laboratori creativi: gli Educational Lab, ideati per guidare i bambini alla scoperta dell'arte in carta attraverso workshop ispirati alle opere esposte.


 

PAESE OSPITE

Ad ogni edizione, Lucca Biennale ospita un paese, rendendola luogo di cooperazione e valorizzazione culturale. Il paese ospite riceve uno spazio dedicato e la possibilità di realizzare un progetto specifico.

 

Leggi tutto...

Educational Lab

  • Pubblicato in Pagine
  •  
Educational Lab 
 
 

Lucca Biennale organizza laboratori speciali pensati per i bambini: visite guidate alla Biennale e un laboratorio creativo incentrato su un'artista in mostra.

I laboratori si terranno ogni martedì al Mercato del Carmine, ogni giovedì a Palazzo Ducale, e ogni Sabato al Loggiato Pretorio, dalle 15:00 alle 17:00 e dalle 17:00 alle 19:00.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
fun
c rogora fun

Gli eventi sono mirati ai bambini dai 5 ai 10 anni. Il costo del laboratorio è € 5.00 a persona.

È gradita la prenotazione, contattando:

Elena Bravi: 3406850382

Kety del Moretto: 3488435772

SCARICA QUI IL PROGRAMMA!

 

 

 

Leggi tutto...

Indoor 2018

  • Pubblicato in Pagine
  •  

 

INDOOR 
 

Due location e oltre 2 mila m2 di mostre, la sezione Art Indoor della Biennale propone opere d'arte che raccontano la Paper Art Contemporanea, comprendendo scultura, quadri, installazioni e videoarte.

  • Paola Margherita

    Paola Margherita

    Palazzo Ducale

    Paola Margherita nasce nel 1970 a Roma, si laurea in Arti applicate e all'Accademia di Belle Arti di Napoli in scultura. Partecipa alla Biennale con due opere ''Asina'' e ''Palma'' trattando il tema del comportamento delle donne in società. "Asina" nasce dal desiderio dell'artista di esortare il genere femminile a sottrarsi ad un "carico troppo pesante" a cui spesso la società lo costringe. Una donna deve sempre conservare quella capacità animale e irrazionale per difendersi anche scalciando violentemente per rimanere viva ed autonoma nella sua natura e volontà. "Palma" rappresenta una ragazza che traccia tutto l'arco della sua esistenza nell'attraversamento dello spazio, dalla punta del piede all'ultimo capello. Il prima e il dopo sono fusi in un unico gesto.

    pmargherita pmargherita 2

  • Paola Bazz

    Paola Bazz

    Palazzo Ducale

    Nata nel 1965 a Padova, attualmente risiede a Manchester. Ha una laurea in architettura, segue la sua passione per il disegno e la pittura attraverso l’utilizzo della carta riciclata, del cartone e del legno seguendo tematiche differenti. Appassionandosi alla tematica del cambiamento dell’identità individuale e quello della società, propone alla Biennale opere fatte con la tecnica del disegno e del  collage per sottolineare come il caos che questa sovrainformazione produce, modifichi continuamente la nostra identità costringendoci ad uno stato di perenne incertezza. Questi collage vogliono anche far riflettere sull’uso dell’immagine femminile nella pubblicità e sull’ immagine ed identità della donna in una società consumistica.

    paolabazz paolabazz 2 paolabazz 3

  • Gianluca Traina

    Gianluca Traina

    Palazzo Ducale

    Nasce a Palermo nel 1984, ha studiato fashion design a Milano e a Barcellona, attualmente risiede in Sicilia. Il tema trattato dall’artista è legato al termine “razza” che oggi suscita ed evoca sensazioni contrastanti, frutto di condizionamenti mediatici e di ignoranza che trova voce attraverso i social media e il dibattito pubblico. Il termine “razza” andrebbe usato solo per raccontare le differenze tra specie e non tra esseri umani. Il colore della pelle, la fisicità, il genere sessuale, vengono considerati e dibattuti solo per marcare delle differenze. L’artista porta quindi l’attenzione sul caos di informazioni che invadono la società e desidera consolidare nel tempo attraverso l’arte dei concetti di uguaglianza, suscitare delle riflessioni sulla differenza tra genere sessuale e colore della pelle.

    Traina

  • Gianfranco Gentile

    Gianfranco Gentile

    Palazzo Ducale

    Nasce a Verona nel 1949. Negli anni ’70 vive a Firenze dove si laurea in Architettura. Nelle sue opere recenti utilizza la “fragilità” del cartone come metafora per una riflessione sul fenomeno della migrazione. Partecipa alla Biennale con opere che fermano ed esaltano un istante, parlano col silenzio e agiscono in maniera consapevole col tempo raccontando il dramma, spesso tragedia, che colpisce centinaia di migliaia di persone costrette da guerre e fame ad abbandonare la propria terra, nella speranza di approdare in un luogo dove tornare a vivere. Ma la loro presenza provoca nella nostra società un mormorio confuso e inconcludente o un silenzio colpevole e complice. Informazione e silenzio non hanno in sé connotazioni negative, anzi, conoscere i fenomeni è il primo passo per trovare soluzioni. Il silenzio di fronte a una tragedia è rispetto, il silenzio dentro di noi rende capaci di comunicare con sguardi diversi dai nostri e permette di comprendere punti di vista a noi lontani.

    g gentile g gentile 2

  • Maribel Mas

    Maribel Mas

    Palazzo Ducale

    Nata nel 1967 in Venezuela, laureata in grafica pubblicitaria, litografia e serigrafia, attualmente vive e lavora in Germania. “Le interferenze” nascono dall’incontro casuale di linee. Utilizzando modelli di cartone, traccia linee tese come corde e vibrazioni, come se la penna fosse uno strumento musicale. Le tecniche di composizione musicale hanno infatti influito molto sulla creazione artistica di Maribel. Per questo motivo  l’artista ha iniziato ad, utilizzare solo materiali come carta e inchiostro. La carta stessa diventa un elemento animato, mentre il lavoro dell’artista prende forma. Nella realizzazione delle sue opere l’artista utilizza la tecnica della litografia e la carta giapponese fatta a mano. Attraverso la sua tecnica, l’artista invita lo spettatore a riflettere sulla molteplicità e la transitorietà delle cose, o semplicemente a permette all’occhio di interagire con le linee in modo giocoso.

    maribel mas timelines-38maribel mas timelines-12  

  • Olga Danelone

    Olga Danelone

    Palazzo Ducale

    Olga Danelone è nata a Udine nel 1964. Compie studi artistici e multimediali a Udine e ad Urbino. Parallelamente al lavoro di pittrice ha svolto in principio un’analisi sulla filosofia orientale, un analisi su temi scientifici e sulla filosofia occidentale. Alla Biennale presenta l’opera “Inclusione”: la quantistica e l’indeterminazione del tempo avvolge la nicchia in cui viviamo, che non ha limiti e si è estesa a tutto il pianeta Terra. La popolazione mondiale è un caos di incontri e di scambi. Un caos che dobbiamo destreggiare e acquietare in noi per far silenzio e captare l’attimo fuggente, l’istinto in divenire. Espone anche “Trofallassi” (termine scientifico per esprimere la comunicazione tra insetti), l’opera rappresenta l’aumento della popolazione con i suoi movimenti repentini, un fluire di contatti senza contatti, di parlare senza parlare, vedere gli altri o solo se stessi.

    Olga Danelone Olga Danelone 2

  • Hyacinta Hovestadt

    Hyacinta Hovestadt

    Palazzo Ducale

    Artista tedesca, nata il 1954, si diploma all’Accademia delle Arti di Dusseldorf. Approfondisce in seguito altri studi artistici all’Università di Munster. Lavora come docente d’arte fino al 1985, come assistente di ricerca al servizio educativo museale fino al 1991, e come autrice, giornalista, addetta alla stampa freelance fino al 2005 quando inizia a lavorare come scultrice con l’obiettivo di ricreare i manufatti antichi che il tempo ha sepolto. Per la Biennale, l’artista utilizza la rappresentazione dell’antico per comunicare la decadenza, la sopravvivenza al danneggiamento e la bellezza dell’imperfezione, pur lasciando che lo spettatore si crei un’opinione propria sulle sue opere. La rivendicazione del tempo, la distruzione inevitabile e la decadenza uniscono il silenzio e il caos dando nascita a nuove cose.

    HHovestadt

  • Adriano Attus

    Adriano Attus

    Palazzo Ducale

    Nato a Sanremo nel 1971, Adriano Attus da oltre 20 anni è designer e art director nei periodici delle principali case editrici italiane, dal “Mondo” a “Panorama”, ora direttore creativo de “Il Sole 24 Ore”. Partecipa alla Biennale con una serie di opere che compongono il progetto‘’Neometrie’’, in cui i numeri vengono utilizzati come mezzo per esprimere la rivalità della ragione contro il falso, l’inseparabile relazione tra scienza e fede, il rapporto tra unità dell’essere e molteplicità fenomenica, tra caos e ragione. Nella realizzazione delle sue opere utilizza la tecnica del mosaico composto da tessere che creano elementi geometrici diversi tra loro e strutturate in base al numero degli spazi, al colore e alla forma  da cui sono composte. Il risultato finale si concentra sulla fissità delle singole rappresentazioni.

    A Attus A Attus 3

  • Marco Zecchinato

    Marco Zecchinato

    Palazzo Ducale

    Nato a Padova nel 1992, si appassiona all’arte grazie al graffitismo. Studia alla facoltà di Belle Arti di Venezia, intraprende un’iniziativa in Venezuela di insegnamento della tecnica del graffiti ai bambini del posto. Consegue un Master a Lisbona in scultura pubblica. Le opere presentate a la Biennale racchiudono l’incontro di: Silenzio: metamorfosi della carta come materiale che si trasforma, attraverso un ciclo, come succede anche in natura, Caos: come rumore creato da tale trasformazione e  inteso come reazione dell’uomo che si allontana dalla metamorfosi e rifiuta la concezione della vita e della morte. Queste opere hanno inoltre un messaggio sociale in quanto l’origami come tecnica è iniziata grazie alla storia delle migrazioni dei popoli cinesi verso l’America, quando, rinchiusi in prigione in attesa di un verdetto sulla loro integrazione, essi hanno iniziato a creare dei moduli di figure tradizionali. Tale storia viene ripresa per raccontare  lo scontro che avviene oggi  tra le popolazioni che migrano e quelle di destinazione al giorno d’oggi, e ha l’obiettivo di  trasmettere un messaggio di pace che può essere portata grazie all’arte.

    m zecchinato m zecchinato 2

  • Ho Yoon Shin

    Ho Yoon Shin

    Palazzo Ducale & Mercato del Carmine

    Artista coreano nato nel 1976, è laureato all’Università di Chosun in scultura. Ha iniziato a creare le sue opere interessandosi dei materiali poveri come la gomma, la paglia e in seguito la carta. Questo interesse per il materiale di basso costo, povero e alla portata di tutti, nasce dal desiderio di rappresentare la debolezza dell’uomo nella società e dal desiderio che ha di superare tale debolezza. La carta, attraverso le sue proprietà (trasparenza,popolarità e capacità di trattenere il calore, levigatura ecc.) assomiglia più di ogni materiale alla natura sensibile dell’uomo. L’artista quindi ritrova se stesso nella carta, cercando di superare le sue carenze, sviluppando i suoi punti di forza. In Palazzo Ducale, presenta le opere “Abandoned dog”, “Island 001-1” e “Island 002-1”.

    Al Mercato del Carmine, l’artista presenta “Island 006-1”, un’opera che cattura la sensazione di distanza dagli altri e alienazione: l’incomprensione è spesso dovuto a una  sottovalutazione della comunicazione. D’altro canto, essere da soli ha i suoi lati positivi: la solitudine dà il potere di godere della propria compagnia, apprezzare il tempo quando si è soli aiuta a riflettere sulla propria vita.

    hoyoon shin 2 hoyoon shin 3

  • Anne Vilsboell

    Anne Vilsboell

    Palazzo Ducale

    Anne Vilsboell è un artista ed un’autrice danese che si occupa della comunicazione attraverso opere d’arte fatte in carta fin dal 1980. Per l’artista La carta è un materiale che soddisfa la maggior parte delle esigenze degli artisti che  possono utilizzarla per la grafica, i dipinti, la scultura, la fotografia, l’installazione, l’arredamento, la moda, i fulmini, i libri, la musica e le performance. Le opere espresse in/e con la carta hanno uno stile chiaro e definibile. Il ‘paperismo’ è una forma d’arte a sé stante. Per la Biennale l’artista partecipa con opere che hanno l’obiettivo di dimostrare che è possibile stampare sulle superfici altamente strutturate che hanno massime qualità tattili. Il messaggio tratto dalle opere è la riflessione che si trae dal silenzio, infatti i personaggi appartenenti ai dipinti sembrano silenziosi ma dietro la loro calma apparente si nascondono domande, le cui risposte sono caotiche.

    vilsbol vilsboll

  • Michele Landel

    Michele Landel

    Palazzo Ducale

    Michele Landel è una paper artist americana laureata in Belle Arti e Storia dell’Arte all’Università di Pittsburgh e all’Università del Texas, attualmente vive e lavora in Francia. Le opere che presenta alla Biennale trattano il tema dell’ indebolimento e lo stress causato dalla maternità e dalla depressione post partum. Accosta la domesticità e femminilità all’isolamento e al caos di cui nessuno vuole parlare. Crea  contrasto tra ambienti perfetti e donne astratte, che appaiono in conversazione con se stesse attraverso la combinazione di immagini vuote, ritagli di riviste e libri con donne tratte da dipinti antichi e contemporanei, sfocatura, stampa, e differenti tipi di texture su carta. I titoli delle opere sono tratti da esperienze reali di donne che raccontano la loro depressione post partum nella trasmissione “Terrible, thanks for asking”.

    Michele Landel Michele Landel 3

  • Raija Jokinen

    Raija Jokinen

    Palazzo Ducale

    Artista finlandese, si è laureata alla facoltà di Arte e Design di Helsinki. Nella realizzazione delle sue opere utilizza la carta di lino fatta a mano ritenendola facilmente modellabile, combinando varie tecniche artistiche tra cui scultura, pittura e cucitura in modo da esaltare il suo approccio artistico che si basa sulle emozioni, situazioni e pensieri che tutti noi abbiamo. Raija osserva la relazione tra ambiente fisico ed emotivo e rappresenta spesso i dettagli del corpo umano attraverso rami e radici accostando così il corpo umano ad organismi della natura. Trova quindi l’analogia tra materiale/immateriale ed i nostri corpi facendo sorgere quindi la domanda su quale sia il limite tra fisicità ed emotività.

    JokinenJokinen 3

  • Liang Haisheng & Paper Life

    Liang Haisheng & Paper Life

    Palazzo Ducale

    Liang Haisheng è nato nel 1961. Il suo desiderio è volto a condividere una nuova tecnica di Origami Tetraedrico. Paper Life  è un duo fondato nel 2009 da Ye Jing e Tao Jie, una coppia di visual designers che con la passione per la bellezza hanno creato un brand che si occupa maggiormente della creazione di lanterne. Liang Haisheng e Paper Life insieme hanno collaborato alla realizzazione di “Triangle Folded Paper Lantern”, una combinazione tra calcolo matematico e metodi primitivi, quale la lavorazione della carta fatta a mano.

    Liang Haisheng Lamp Dragon

  • China Academy of Fine Art, Shanghai Institute of Design

    China Academy of Fine Art, Shanghai Institute of Design

    Mercato del Carmine

    China Academy of Fine Art, Shanghai Institute of Design è stata la prima accademia fondata in Cina con l’intento di offrire agli studenti dei corsi di formazione completi. Gli artisti che hanno preso parte al progetto sono: Kong Qiongpei, Ma Chuan, Zhang Ting, Chen Huasha. L’opera è un’installazione di carta intagliata fatta con carta carta Xuan, che rappresenta le emozioni umane in varie fasi.

    Academy

  • Joe Wong

    Joe Wong

    Mercato del Carmine

    Joe Wong ha collaborato con varie aziende che uniscono la cultura e l’arte al design. La sua idea è che un prodotto, la sua estetica (il suo aspetto esteriore) ed il suo inserimento nell’ambiente abbiano un legame inseparabile. Alla Biennale presenta “Vase”, un vaso che simboleggia la cultura Cinese e che contiene il significato della vita, ovvero il proseguimento e il legame.

    joe wong

  • Giada Ambiveri

    Giada Ambiveri

    Mercato del Carmine

    Giada Ambiveri è una, giovane artista nata nel 1991, ha studiato arte e successivamente si è laureata in architettura. Dal racconto di Italo Calvino, “Le città invisibili”, è nato questo lavoro delle città sospese. Costruite a partire dai cartoni recuperati nei mercati cittadini, dai resti urbani si ricostruisce l’agglomerato urbano come una crosta cittadina che ricresce e copre le ferite del territorio. Le sue opere si concentrano quindi  sulla rappresentazione della società urbana che si fonda sulle macerie del passato, rovinando la Terra che a sua volta continua a rigenerarsi come la pelle umana si rigenera dalle ferite. L’artista utilizza la città come metafora della vita che si svolge nella moltitudine caotica, ma allo stesso tempo nella totale solitudine. L’ausilio della carta in questo caso è l’origine silenziosa, la memoria della Terra, mentre la sospensione è la vivacità degli abitanti della città che mutano forma e stato continuamente.

    G Ambiveri

  • Katarzyna Lyszkowska

    Katarzyna Lyszkowska

    Mercato del Carmine

    Katarzyna Lyszkowska è un’artista e docente d’arte polacca nata nel 1981. L’artista eplora l’identità individuale e collettiva, il legame che essa ha con l’universo, l’importanza di ogni persona. La sua rappresentazione artistica testimonia storie e biografie individuali e di intere comunità. Il lavoro presentato alla Biennale è un’antropomorfismo della casa costruita su un forte simbolismo culturale. Di fatto l’artista cerca di creare una specie di Axis Mundi del quale il visitatore ne è parte integrante, diventando colui che di fatto da vita all’opera. “House of cards” vuole essere la fusione tra creazione e disintegrazione, la rappresentazione di un’emozione, o di un mondo caotico. Ogni rappresentazione riprende un momento appartenente alla vita, come una casa di bambole, che ricorda l’infanzia o una gabbia che rappresenta il periodo dell’adolescenza in cui ogni giovane si sente come imprigionato, che da una parte lo protegge ma dall’altra lo soffoca.

    lyskowska

  • Marie Schirrmacher-Meitz

    Marie Schirrmacher-Meitz

    Mercato del Carmine

    Artista tedesca nata nel 1957, laureata in arte, utilizza la carta come mezzo relativo di comunicazione, che unisce culture e religioni diverse all’arte. Il suo obiettivo è quello di scatenare una reazione da parte dei visitatori, portandoli a riflettere sui valori di cui la società ha bisogno. L’opera presentata nella Biennale, nasce inoltre dalle conseguenze del terremoto e maremoto di Tohoku, Giappone, l’11 marzo 2011, quando piiù di 19.000 persone sono morte. Rispetto al caos creato da questo disastro, un presupposto silenzio è entrato nella stampa mondiale negli ultimi anni. Un silenzio che è stato steso sul caos come un tappeto rosso. Siamo diventati sordi a questo argomento e ne voltiamo le spalle cercando la pace fuori e dentro le  nostre teste. L’artista vede la sua installazione come un appello contro l’oblio.

    Meitz

  • Tongji University - CAUP

    Tongji University - CAUP

    Piazzale S. Donato

    Il College di Architettura e Urbanistica (College of Architecture and Urban Planning) è una delle prime università in Cina con programmi di urbanistica ed è uno degli istituti d’istruzione più importanti della Cina. Mira a creare ambienti armoniosi e sostenibili, portando avanti le tradizioni spirituali cinesi, coltivando cooperazioni internazionali e nazionali, per poter creare un futuro promettente per il loro paese. Il progetto presentato alla Biennale dal College di Architettura e Urbanistica nasce dalle costruzioni tradizionali cinesi chiamate “Ting” (chiosco), dove le persone si fermano per riposare. Queste costruzioni sono senza muri, in modo da offrire alla persona lo spazio necessario. La costruzione in cartone prende spunto dalle arcate romane accostate da monomeri strutturali per rinforzare l’intera struttura. Viene quindi accostata l’idea dei chioschi cinesi con le arcate romane. La struttura progettata dagli studenti è composta da uno spazio ampio, uno medio ed uno per bambini, con l’obiettivo di risaltare la differenza di scala tra di loro. Le tre sfere saranno percepite in modo completamente diverso viste dall’interno. Questo progetto ha l’obiettivo di sottolineare la chiusura verso l’esterno e la mancata comunicazione. Per questo motivo la parte superiore del pentagono è stata rimossa e sono state create finestre di comunicazione tra lo spazio interno ed esterno.

  • Han Ho

    Han Ho

    Palazzo Ducale

    Han Ho è un artista coreano laureato all'Università di Belle Arti di Parigi. Alla base del suo pensiero artistico vi è la fuga dalla realtà caratterizzata da ideologie, pregiudizi e tradizioni. L'evasione avviene grazie al mondo dei sogni, che a suo avviso è lo strumento principale attraverso il quale il nostro corpo e la nostra mente si rigenerano dai traumi della psiche. I sogni quindi sono strettamente legati alla realtà, in quanto sono un'espressione delle nostre emozioni, sensazioni o ricordi, ma sono nel contempo legati al surreale in quanto frutti della nostra fantasia. I sogni servono quindi a connetterci con il nostro ego, aiutandolo ad esaminarsi e ad esprimersi in modo libero. La psiche viene rappresentata all'interno delle sue opere sottoforma di luce, utilizzata dall'artista come strumento di esaltazione del soggetto. Alla Biennale presenta l'opera: "Eternal Light - Cosmos".

    Han Ho

  • Oliver Czarnetta

    Oliver Czarnetta

    Palazzo Ducale

    Oliver Czarnetta è un artista tedesco nato nel 1966, qualificato come scultore ed in seguito laureato in storia dell'arte e filosofia. Nella realizzazione delle sue opere, Oliver sfida il tempo e rifiuta l'idea secondo cui un artista debba avere un'impostazione tecnica. L'artista realizza quindi le sue opere lasciandosi guidare dal caso, dall'istinto e dalle idee che gli sorgono spontanee, motivo per il quale utilizza qualsiasi tipo di materiale. Le sue opere generalmente sembrano dei relitti archeologici e questo fatto è dovuto al suo stile fuori dagli schemi. Le opere presenti alla Biennale, "Geistergeldrüstung 1" e "Geistergeldrüstung 2", nascono dalla riflessione ironica dell'artista sull'effetto che il denaro possa avere sull'anima e sullo spirito di un essere umano.

    oliver czarnetta2

 

 

 

 

 

Leggi tutto...

Outdoor 2018

  • Pubblicato in Pagine
  •  

 

Outdoor 
 

Divenuti simboli della Biennale, le sculture monumentali in cartone rappresentano sin dalla prima edizione la potenzialità della carta e il talento degli artisti che li realizzano durante un mese di residenza artistica. Dai primi di agosto le sculture verranno installate e inaugurate nelle piazze della città.

 

  • James Lake

     

    James Lake

     

    Paperman - Piazza S. Frediano

     

     James Lake è un artista britannico. Inizia il suo percorso universitario, ma è costretto ad interromperlo a causa di una malattia, un cancro che lo costringe all’amputazione di una gamba. È riuscito a laurearsi superati i problemi di salute, ma per superarne il disagio causato ha imparato da autodidatta a creare sculture in cartone, insegnando poi la sua tecnica in varie scuole. James ritiene che l’arte debba essere un mezzo di unione nella società, ed il cartone può abbattere le barriere che finora sono state imposte. Il cartone è inoltre il materiale che valorizza maggiormente l’artista, infatti per la Biennale presenta il suo autoritratto mentre è a lavoro. Il messaggio trasmesso è che l’arte può nascere in un momento di caos, come un momento di malattia, o può essere esposta in luoghi caotici come la società, ma nel momento in cui lavora l’artista si trova nella sua stanza solo con se stesso, trovando la sua pace interiore.

     

    paperman

     

  • Kubo Novak

     

    Kubo Novàk

     

    Life Space - Piazza S. Francesco

     

    Jakub Novak è un’artista slovacco nato nel 1986. Dopo essersi laureato in architettura, inizia a lavorare come docente universitario, ma in seguito abbandona questo lavoro per concentrarsi maggiormente sulle sue opere d’arte. La sua opera Life Space è una dimostrazione di come la vita possa essere paragonata ad uno spazio limitato che ognuno di noi riempie con le cose che considera speciali. Queste cose non sono definitive, ma cambiano nel tempo a causa degli eventi che portano al cambiamento del nostro punto di vista. Diventano però il nostro rifugio in cui ci ritiriamo per riflettere, per trovare la nostra pace interiore e per ricaricarci prima di tornare nel caos della vita quotidiana. Lo spazio vitale è una composizione geometrica. Ciò che appare espressivo e sorprendente esaminato da vicino diventa un sistema modulare palpabile, mentre visto da lontano acquista una nuova forma portandoci ad esaminare noi stessi e isolandoci dalla casualità.

     

    life space

     

  • Wu Wai Chung

     

    Wu Wai Chung

     

    No More Message - Palazzo Ducale

     

    Wu Wai Chung ha studiato architettura ad Hong Kong e in seguito a Londra. La sua passione è quella di interagire col pubblico attraverso le sue opere innovative di architettura. “No more message” consiste in una struttura simile ad un tunnel, con le pareti interne fatte a piramide in modo da ridurre al massimo le onde sonore. I visitatori possono provare a comunicare tra di loro, ma il suono non arriverà loro in modo chiaro. L’opera infatti ha l’obiettivo di farci riflettere su come a volte vorremmo comunicare qualcosa, ma a causa di alcuni filtri non riusciamo a farlo o non veniamo capiti, in questo modo, il silenzio in cui ci rifugiamo da nascita al caos.

     

    no more message

     

  • Eu Tazé

     

    Eu Tazé

     

    Silent Shell, Chaotic Shell - Palazzo Pretorio

     

    Eugénie Tazé-Bernard nata nel 1989,  è una scultrice ed una scenografa franco-peruviana. Nelle sue opere, mescola l’anatomia umana con quella animale (l’uso del corpo umano infatti ha il ruolo di connettere il visitatore con l’opera mentre l’uso dell’anatomia animale è simbolo delle emozioni interne di un individuo). Nel creare “Turtle Woman” l’artista parte dalla visione di un mondo caotico travolto dalla modernità, per portare la mente dello spettatore a riflettere su ciò che potrebbe succedere in futuro al genere umano. Lo porta a visualizzare un adattamento dei corpi umani a nuove forme che potrebbero coprirli fino a diventare una protezione, un modo per fuggire, per stare in silenzio e per riconnettersi con se stessi. Una forma di riparo che manifesterà l’inevitabile adattamento dell’uomo a questa epoca moderna.

     

    Silent shell, chaotic shell

     

  • Dosshaus

     

    Dosshaus

     

    Path of Paradox - Piazza Cittadella

     

    Dosshaus è la collaborazione creativa tra Zoey Taylor e David Connelly, artisti che combinano pittura, scultura, fotografia, moda, video e performance. Fin dall’inizio, la coppia è stata interessata all’incrocio tra varie culture. Per la Biennale creano l’opera ‘’Path of Paradox‘’ un pianoforte spezzato in due da una moneta, apparentemente caduta dal cielo il cui bordo ricorda una ghigliottina, che silenzia lo strumento. Il messaggio che gli artisti vogliono trasmettere è tratto da una frase celebre di William Blake che scrisse  ‘’Dove esiste qualsiasi visione del denaro, non può essere portata avanti l’arte, ma solo la guerra’’. Quando il denaro prevae, diventa un’arma contro l’arte e il caos che crea non è altro che una scia di silenzio.

     

    path of paradox

     

  • Ankon Mitra

     

    Ankon Mitra

     

    The sights and sounds of the cosmos - Mercato del Carmine

     

    Ankon Mitra è un rchitetto e disegnatore indiano nato nel 1982. Diplomato in design al The Bartlett, University College London.  Si appassiona alla tecnica dell’origami, e cerca di integrarla nel campo dell’arredo, scrivendo a riguardo un libro intitolato ‘’Questioning Architecture‘’, in cui mostra come l’Universo stesso viene fatto e disfatto da piegature. Partecipa alla Biennale attraverso un’opera che ha lo scopo di riprodurre la dinamicità dell’Universo. Porta a riflettere sugli eventi spettacolari che accadono nell’universo, come la caduta di comete, la collisione dei buchi neri o la fusione delle galassie che generano un caos magnifico e rendono il cosmo una specie di danza galattica, ma che apparentemente ai nostri occhi pare silenziosa. Noi possiamo godere di immagini di colori e forme che ci giungono dall’universo ma non abbiamo modo di ascoltare due stelle che si scontrano. Per noi questo caos è silenzio.

     

    sights and sounds of the cosmos

     

  • Manuela Granziol

     

    Manuela Granziol

     

    Liminal Space - Piazza Guidiccioni

     

    Manuela Granziol è un’artista ed economista svizzera, dopo essersi trasferita a Londra con la sua famiglia ha seguito la sua passione per l’arte. L’opera che l’artista presenta alla Biennale esplora la relazione sconosciuta tra linguaggio e non linguaggio, tra comunicazione in qualsiasi forma e silenzio. Una ragazza adolescente siede sul pavimento con la testa tra le gambe. L’adolescenza rappresenta il momento in cui la società, i media, i genitori e i coetanei esercitano maggior pressione sulla giovane. La creazione di un’opera fatta di pezzettini vuole esprimere la complessità dell’esistenza umana. Di fatto le varie esperienze ed eventi a cui ogni essere umano va incontro comunicano quanto esso sia fatto di frammenti (ricordi, immagini, testi, persone incontrate) che lo rendono a sua volta parte di qualcos’altro definendo così una soggettività caotica.

     

    liminal stage

     

 

 

 

 

 

Leggi tutto...

Premi

funder modulo

Newsletter Biennale

Consigliato su

consigliatovisititaly

Store

Newsletter

Info

Associazione Culturale Metropolis
Via dei Bocchi, 241 - 55012 Capannori (Lu) - Italy
T:+39 0583 928354
F:+39 0583 930988

Per sostenere il progetto scrivi a

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Privacy & Cookies

Top of Page